Il Sergente pilota Antonio La Gamba era arrivato in Africa Settentrionale la sera prima. Un bel momento per arrivare, nel pieno di un'offensiva inglese. Lo avevano trasferito, insieme ad altri piloti del suo corso, al 9° Gruppo del 4° Stormo, quello col cavallino di Baracca. Da ragazzino aveva sognato di ricalcarne le orme, ma la guerra in Spagna era finita prima che lui avesse l'età per arruolarsi. Avevano approfittato dei rincalzi per far giungere subito al reparto 4 dei nuovi caccia MC 202 Folgore. 

L'indomani mattina il comandante di squadriglia lo aveva scelto per volare con lui e altri due gregari in una missione di ricognizione congiunta con gli alleati della Luftwaffe. 

"Benvenuto, ragazzo. Stammi attaccato alla coda e non fare l'eroe! Parleremo al ritorno." - erano le uniche parole che il comandante gli aveva rivolto prima di alzarsi in volo, poi erano decollati in quattro. Dopo pochi minuti avevano intercettato la "schwarm" tedesca e avevano proseguito insieme la missione , gli Italiani a 1500ft e i tedeschi spostati sulla desta a 5000ft.

Stavano volando da circa mezz'ora quando gli Italiani furono avvistati da una formazione di caccia della RAF, che subito picchiò per attaccarli.

I Macchi seguono il caposquadriglia ed incrociano i P-40 Tomahawk inglesi, ma nessuno subisce danni. Improvvisamente una seconda formazione inglese, stavolta di Hurricane, picchia sugli Italiani e li attacca. I Macchi invertono la rotta e cercano di fuggire, ma il capo formazione cade sotto i colpi delle browning. Il sergente La Gamba vede volar via pezzi dal velivolo che stava seguendo, che poi s’imbarda e cade lasciando una scia di fumo nero. Non riesce a vedere se un paracadute si apre. È cosciente di una sola cosa: lo scontro si mette male per lui e i suoi compagni.

Per loro fortuna i caccia Nazzi, finora ignorati, arrivano in coda ai caccia inglesi, troppo occupati dai velivoli italiani per curarsi di loro. Aprono il fuoco e due Hurricane vengono abbattuti in rapida sequenza.

Lo scontro, allora, si trasforma in una bagarre dove ogni pilota cerca di salvare la pelle e mettere a segno colpi sul velivolo avversario. I Macchi virano di nuovo per rientrare nello scontro quando La Gamba vede un P-40 che sotto di lui vola verso i Messerschmidt Bf-109. Gli si mette in coda e apre il fuoco e, con sua sorpresa, il caccia nemico va in fiamme. Dall’abitacolo ne esce il pilota, che si lancia col paracadute. Antonio si concede il tempo di pensare alla sorte di quel nemico, lanciatosi in pieno deserto.

Poi, veloce come ha avuto inizio, tutto termina e le squadriglie tornano presso i rispettivi campi volo con più di qualche aereo bucato dalla rabbia nemica.

All'atterraggio il Sergente La Gamba era cosciente di sole tre cose, era incredibilmente sudato e disidratato, aveva una fame da lupi, era vivo .... almeno per ora.

 

Regolamento: Ali Sul Mediterraneo (autoproduzione del Lvdvs Magnvs)

Forze in campo: Italiani: 4 Mc 202; Tedeschi 4 Me BF109 F-4; Inglesi: 4 Hurricane MkIIB e 4 P40B Tomahawk

Nr. di giocatori: 4